ombre

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25.11.08

La crisi finanziaria vista dal Burkina Faso

La crisi finanziaria vista dal Burkina Faso

Siamo rimasti senza parole, qui nel Burkina Faso, quando la crisi è iniziata. E' il 14 settembre, quando è fallita una grande banca, una certa Lehman Brothers, mandando in fumo in un giorno circa 630 miliardi dollari, una cifra 12 volte superiore a quella che basterebbe a sfamare tutti coloro che soffrono di fame, ci siamo rimasti così male che abbiamo digiunato per 3 giorni. Per fortuna ci siamo abituati e non ci è costata tanta fatica. Abbiamo atteso con ansia che i grandi della terra si dessero da fare, e abbiamo respirato di sollievo quando il Ministro del Tesoro americano Paulson ha lanciato il suo piano di acquisto per i titoli avvelenati della banche, 700 miliardi di dollari trovati in un batter d'occhio, mentre i soldi per le vaccinazioni obbligatorie per l'Africa non si trovano mai. E siamo rimasti male quando il parlamento americano l'ha bocciato, perché abbiamo pensato a quei poveri manager delle banche e alle loro buonuscite da milioni di dollari che prendevano il volo. Qualcuno qui, per un giorno intero non ha bevuto . Non è stato un gran sacrificio, perché qui spesso l'acqua – quando c'è - è inquinata. Abbiamo fatto il tifo per il Presidente Sarkozy, per la Cancelliera Merkel, per il Premier Gordon Brown e per il simpaticissimo frequentatore di discoteche Silvio Berlusconi, quando sono fioccati i prestiti di 30 miliardi di euro per Fortis, i 7 miliardi per Dexia , i 35 miliardi di euro per Hypo Re, somme che l'Europa non ha mai dato ai paesi poveri. E siamo stati tristi, quando le borse europee hanno bocciato l'accordo, bruciando il 30 settembre altri 320 miliardi di euro, una somma che servirebbe a risolvere parte dei problemi dell'assistenza sanitaria nei paesi del terzo mondo. Per protesta quel giorno le donne di Banfora hanno scelto di partorire per strada. Poco male, molte di loro non hanno mai messo piede in un ospedale, forse non sanno neppure cosa sia.Abbiamo gioito quando il 5 ottobre il G4 ha trovato l'accordo per sostenere le banche, e la Fed ha annunciato un piano per 1.400 miliardi didollari per far tornare la fiducia degli operatori e del credito che, assieme ai 1.200 spesi in armamenti negli ultimi anni, forse potrebbero risolvere molti problemi: il rachitismo nei bambini, i servizi igienici mancanti, forse pure la casa per chi vive in povertà. Ma non fa niente: l'importante è che poveri miliardari come Abramovich non perdano in un solo giorno 19 miliardi di euro per questa crisi. Ma quando 3 giorni fa le borse europee hanno bruciato in un giorno altri 450 miliardi di euro, che divisi per ognuno dei poveri del mondo farebbero più di 450 euro a testa, che per molti qui a Banfora sono quasi il reddito di un intero anno, abbiamo avuto paura. Paura, mentre aspettiamo di vedere cosa accadrà dopo le solenni decisioni assunte in questo fine settimana. Trepidiamo con voi, e non pensate che vi stiamo prendendo in giro: siamo davvero angosciati per i vostri piccoli risparmi di gente perbene, per la montagna di soldi perduta dai milionari di tutto il mondo. Pensiamo ai grandi e piccoli sacrifici che vi toccherà fare per qualche tempo, e a quelli di quei poveri miliardari che dovranno rinunciare a qualche piccolo lusso, di tanto in tanto. E, scusateci se ci permettiamo, anche al fatto che chi pagherà il prezzo più alto, come al solito, saremo noi.
Vi siamo vicini, come ogni giorno. Anche se forse non ci fate caso.
Il mondo non è un Campo di battaglia, ma un unico Sistema in cui l'affermazione, delle singole parti, è principalmente il prodotto della loro capacità di sviluppare simbiosi, cioè: Condivisione.

1.10.08

Ieri

Ieri.
ore 16.30 o giù di lì.stavo finendo di scrivere un testo.
mi suona il telefonino.Mupe Italia.
"Marta,sono qui sotto!"
....
Da più di un mese i miei occhi piagnucolosi non si incontravano coi suoi.
Sono corsa giù dalle scale a perdifiato(mica per altro,ho proprio poco fiato...)
Ho intravisto la sua ombra nell'androne,alto,magro,lui,Mupe.
Io non lo so che cos'abbia quest uomo qui,ma quando mi guarda negli occhi,mi passano attraverso tutti gli stati d'animo dell'universo.
Ha un sorriso che si porta dietro tutta la sua esistenza,i suoi 39 anni a Mambasa;
e io vorrei sapere di più,vorrei passare ore a sentire i suoi racconti;
vorrei che mi tirasse fuori quelle parole che non sono abituata a dire,ma che con lui escono,con naturalezza.
Mupe.
L'ho conosciuto con una maglietta grigia,un paio di jeans e un sorriso disarmante,in un ristorante di Beni.Era il 31 luglio 2008.
L'ho sentito parlare swahili con il ragazzo,per chiedergli dell'acqua per lavarci le mani,e ho capito che avevo conosciuto una persona che avrebbe fatto parte per sempre del mio DNA.
L'ho rivisto con un giaccone da inverno,nell'androne del palazzo del mio ufficio,a Milano.
A volte,quando decontestualizzi una persona,perde qualcosa.
Lui no,lui cresce nella mia vita,ogni giorno di più.E'una di quelle persone di cui non puoi più fare a meno.
E la cosa buffa è che lui nemmeno lo sa.

E mi è capitato in ufficio,quasi a sorpresa,e a sorpresa mi ha fatto domande,mi ha raccontato aneddoti,mi ha sorriso,tantissimo.
Poi siamo usciti,io ero in ritardo,lui ha ricevuto una telefonata,quella telefonata.
Tu non uscirai mai dalla mia vita,lo sappiamo entrambi,vero?
Come ci giriamo,ovunque guardiamo,ci incontriamo.
E io voglio farla finita,con questa guarra da adolescenti,e farò il primo passo,te lo prometto.
Devi solo darmi il tempo per abituarmi all'idea,per riordinare i pensieri,e l'ordine cronologico delle cose che vorrei dirti.
Tu sei entrato nella mia vita con una prepotenza incredibile;sei arrivato,hai sconvolto tutto,hai buttato tutto per aria,poi,hai provato ad andartene in punta di piedi.
Ma non puoi,lo vedi da te che non puoi.
E allora cerchiamo una modalità,una maniera,per riprenderci l'uno con l'altra.
Perchè di te non posso fare a meno.

Poi ho iniziato il corso di swahili,ho rivisto Carlotta,dopo almeno 8 anni,ed è stato un bel rivedere.
E'sempre bello rincontrare una persona e ritrovarne le affinità di quando avevi 20 anni,ma non più le spigolosità che vi hanno fatto allontanare,quando avevate 20 anni.
Il corso sembra interessante,ho deciso quindi di farlo;
a prescindere da ciò che potrò realmente imparare,e da quanto potrà effettivamente essermi utile in futuro,è una bella distrazione,e resta comunque un bel legame con Mambasa,e con tutto ciò che rappresenta.
Insomma,da qualche tempo ho deciso di fare i bilanci delle mie giornate,quando la sera mi deposito finalmente nel divano.
Ieri sera,dopo aver mangiato in un modo che mi vergogno da sola,praticamente in piedi,praticamente nulla,mi sono seduta,Flag mi ha depositato il muso su una gamba,e ho pensato,8+.Questa giornata è da 8+.
Anche perchè dall'altro capo del mio telefonino c'era Carla,con cui abbiamo oramai questa abitudine,di scambiarci le opinioni delle nostre giornate.Ops,scusate,Ih-Ho...
Anche questa è una bellissima novità,nella mia quotidianità.
Una nuova,splendida persona,con cui condividermi.
Sì,8+.
Un bel modo di chiudere settembre.
E ora,affrontiamo ottobre.

30.9.08

Pescando tra i pensieri

Stavo rileggendo i miei vecchi post...
E ho scoperto che mi manca,un pochino.
In realtà,dato che oramai questo blog non lo visita nessuno,mi manca proprio scrivere per me.
Perchè alla fine è bello,a distanza di tempo,rileggere ciò che si pensava,anni prima.
Ho attraversato molteplici fasi,in questi anni.
Ho fatto passi da gigante,mi sa.
Nella mia vita sono cambiate tante cose,tante modalità.
Ma mi riconosco sempre,questa credo sia la cosa più importante.
A 30anni suonati,ho realizzato il mio sogno più grande.
A 30anni suonati,ho scoperto cosa significhi amare.Anche se devo aggiustare ancora un filo il tiro.
A 30anni suonati,ho la totale gestione della mia vita,e non ammetto intromissioni.
A 30anni suonati,sono circondata da persone splendide,e,oggi,in testa ci metto Mupe.
A 30anni suonati sono ancora in grado di stupirmi e commuovermi per cose piccole.
A 30anni suonati,grazie a G.,oggi mi sento incredibilmente figa.
Mi sento figa perchè so che non ho sbagliato,questa volta.Perchè ho imparato che non è sempre colpa mia.Perchè mi alzo dal letto,Flag mi fa un agguato mattutino,e io sorrido.Perchè salto sulla bici,musica nelle orecchie,Flag al guinzaglio,e vengo in ufficio cantando.Perchè la sera esco dall'ufficio,e sempre cantando,vado a reiki,a taichi chwan,a kiswahili.Perchè non mi sono chiusa nel guscio,perchè ho voglia di dimostrare,a G.innanzitutto,che è lui ad essersi sbagliato.
Perchè per lui vale la pena qualsiasi cosa,l'ho sempre saputo,e lo so anche ora.
Ma,a differenza di sempre,ora so che anche per me vale la pena qualsiasi cosa.

18.9.08

RDC

Mupe mi ha chiesto di scrivere qualcosa sull'esperienza congolese,da pubblicare sul suo blog.
Ciò che ne è uscito pare sia bello,così,leggermente modificato,lo riporto anche qui,per quei pochi lettori che ancora passano di qui...




Mupe chiama,io rispondo.
Mi ha chiesto di scrivere qualcosa sull’esperienza appena conclusa,ed eccomi qui.
Innanzitutto una piccolissima premessa,necessaria però.
Lavoro(ci provo...)nel mondo meraviglioso,seppur complesso,della Cooperazione Internazionale da ormai 8 anni.
Ho iniziato in Africa,in Burkina Faso,dove ho scoperto che questo era il mio mestiere,oltre che una passione infinita.
Ho conosciuto Gianluca di ISF,durante un viaggio di monitoraggio in Perù organizzato da una ONG(Fratelli dell’Uomo) partner di entrambi,lo scorso aprile.
Durante il viaggio abbiamo avuto occasione di scambiarci opinioni varie,lui mi ha raccontato del “Progetto Mambasa”,mi ha chiesto una mano,non gli ci è voluto molto per convincermi;questo per spiegare brevemente come mai il 30 luglio,verso sera,sono arrivata a Mambasa.
Ho un ricordo un po’confuso dell’arrivo alla Missione.
Era già buio,siamo scesi dal Land Cruiser e dopo un istante eravamo circondati da un mare di persone che ci aiutavano a scaricare l’auto,dove avevamo stivato davvero di tutto;tutto l’occorrente(o quasi)per lavorare durante la nostra permanenza.
Mi mancava tanto l’Africa.
Negli ultimi 3 anni,salvo sporadicissimi passaggi in questo Continente meraviglioso,mi sono dedicata di più al Centro America,in Honduras,Paese che amo,ma che non è mai riuscito a catturarmi del tutto.
L’Africa(è folle parlare di un Continente sterminato come fosse una realtà unica,lo so,ma in quello che ti lascia dentro,e che porterai sempre con te AFRICA per me è davvero una realtà unica)ti colpisce,ti stravolge e ti cambia la vita.
Il cielo,gli occhi dei bambini,i sorrisi delle persone,l’odore della terra,l’arte di arrangiarsi.
Quel famoso “mal d’Africa” di cui si parla spesso e che tutti ci siamo portati a casa,credo.
Ricordo nettamente le espressioni estasiate dei miei tre compagni di avventura:Nino,Gigi e Silvia,per i quali era la prima volta,ma sono certa non sia stata l’ultima!
Ricordo Nino che mi guardava felice e mi diceva “I bambini!Ma quanti sono i bambini!”
I bambini...il FUTURO di un Paese.
Ricordo con una fitta allo stomaco le processioni di famiglie distrutte dal dolore che portavano a braccia bare di 50 cm di lunghezza.
I bambini...troppi non arrivano all’età per andare a scuola;uccisi da malattie per cui nel 2008 è assurdo dover morire.
I bambini...piccoli uomini e piccole donne che imparano a sopravvivere ancor prima che a camminare;che imparano cosa sia la responsabilità,portando in braccio i loro fratelli più piccoli;che imparano l’indipendenza e che non piangono quasi mai.
I bambini...che costruiscono giocattoli meravigliosi con un pezzo di legno e un tappo;che quando vedono un pallone impazziscono di gioia,perchè sono comunque bambini.
E sono davvero tantissimi,e sono splendidi,con i loro occhi pieni di curiosità,mentre guardano muzungu che fanno cose strane.
Quegli occhi pieni di speranza,per un futuro incerto.
I bambini...a costo di apparire retorica,o scontata,loro sono il valore aggiunto di questo mestiere.
Il Progetto di ISF si sviluppa trasversalmente su tematiche differenti,io ho dato una mano a sviluppare la parte “acqua”:perforazione e costruzione di 5 pozzi profondi dotati di pompa a mano;formazione dei “Comitati di gestione del punto acqua”sia da un punto di vista “economico/gestionale” che da un punto di vista di educazione all’igiene personale,domestica ed ambientale.
Sono state settimane piuttosto convulse,tra mattinate in classe con i Comitati,pomeriggi a scegliere i punti per i pozzi,e poi a sperare che la trivella costruita funzionasse a dovere e senza intoppi,serate a preparare il materiale da distribuire alla lezione del giorno successivo.
Per poi ritrovarci tutti e cinque,dopo le 21(quando “finalmente” si spegneva il generatore...)a scambiarci le opinioni della giornata,a ridere e scherzare su ciò che era accaduto e su eventuali(!)imprevisti incorsi.
Perchè l’imprevisto africano è sempre dietro l’angolo,può travestirsi da moto che non parte,o da una vite che si rompe,o più facilmente,a Mambasa,da una chiave che non si trova!
Destreggiarsi in tutto questo è forse la cosa più difficile,per chi come noi,è abituato alla frenesia.
Noi ce l’abbiamo messa tutta,e qualche risultato a casa lo abbiamo portato;soprattutto abbiamo messo in moto(spero)qualche cosa che ora andrà da sè.
Per me è stata un’esperienza incredibile per la forza delle emozioni che mi ha trasmesso.
Sono felice,felice di aver conosciuto Mupe,seppur le occasioni di confronto siano state poche,per mancanza di tempo oggettiva.
Ma guardandolo lavorare,infaticabile ed energico(non è una sviolinata,veramente)ho capito che Mambasa,assieme a lui, sta camminando nella direzione giusta.
Sono partita il 14 agosto con i lucciconi agli occhi,malamente camuffati dietro un paio di occhiali da sole.
Per me è sempre così,chi lavora con me lo sa e mi prende in giro da anni...
Mambasa però me la porto nel cuore,e spero davvero tanto di tornarci,un giorno o l’altro,magari con un nuovo piccolo Progetto,magari questa volta della mia Associazione.
Mambasa ti rimane attaccata addosso,come la terra rossa che non riuscirai più a lavare via dai vestiti,come gli occhi dei bambini,sempre loro,che ti fissano,e che non dimenticherò mai.
Ricordo che pochi minuti prima di partire mandai un messaggio a un amico e collega:” come sempre,non sono pronta per partire.E sono sempre più convinta di fare il lavoro più bello del mondo”.
Ecco,è così che la penso.
Ricordo anche che Mupe,quando mi vide piagnucolosa,abbracciandomi mi disse “oh,guarda che noi non scappiamo mica,e qui la porta è sempre aperta”.
Grazie.
Grazie a tutti,indistintamente.
In particolare a chi con me è partito e ha condiviso tutto questo.
Ma anche a tutti gli attori,muzungu e no,di questo magnifico capitolo.

Marta

10.5.08

Sono passati dei mesi.
Mesi in cui il tempo scorreva,fluido,assieme alle mie emozioni,forti.
Ho vissuto esperienze,ho voluto bene,ho pianto,ho compiuto 30 anni,ho perso persone che amavo tanto;sono cresciuta,insomma.
Poi è successo.
Se passerai di qui so che ti riconoscerai.
Ci siamo riconosciuti subito,noi due.
Ci siamo detti tanto,in un tempo così breve.
Ci siamo dati tanto,così delicatamente immersi in un contesto comune.
Se passerai di qui so che ti riconoscerai,perchè sei uguale a me.
Vorrei che potessi sentire le cose che sento io,in questo momento,a 18.000 km da te,in un Paese che per me da anni ha sapore di casa.
Vorrei poterti dedicare questo sorriso,che si allarga sempre di più,di giorno in giorno,in questa realtà così intimamente mia,ma sempre più così nostra.
Vorrei poter tenere la tua testa sulla mia spalla,in questo preciso istante,o avere un tuo bacio,di sfuggita;momenti rubati a giorni intensi,giorni intensi che rivivo quotidianamente.
Averti incontrato è quanto di più bello potessi pretendere.
Averti incontrato supera di gran lunga ogni mia aspettativa.
Averti incontrato mi ha stravolto la vita.
Averti incontrato cambia tutto,le prospettive,i sentimenti,la marea.
Averti incontrato mi ha reso consapevole di quello che voglio.
Averti incontrato significa non volerti più vederti andar via.
Quella sera ti ho visto salire le scale,sfrugugliando tra le mani quella pseudo busta da me fabbricata pochi istanti prima.
Avevo ancora tra le dita la consistenza dei tuoi capelli,e negli occhi il tuo sorriso.
So di aver pensato,in quel momento "Giuro che questa è l'ultima volta che ti lascio andare via"
Ora so che è così;devo prendermi il mio tempo,per chiarire ciò che ancora c'è da chiarire,anche se dubbi,già non ne ho.
Rido,al telefono,gridando "E' LUI!"
Rido perchè so essere una frase di cui ho abusato,negli anni,ma rido soprattutto perchè questa volta so che è vero.
Conto i giorni che mancano,sono 11,in questo istante.
Sorrido perchè penso che vorrei vederti in aeroporto,ma sorrido anche perchè so che non te lo chiederò mai.
Penso alla marea,tu sei la mia marea.
Tu e io,questa volta,siamo noi.

24.1.08

-13

Incredibile.
ce l'abbiamo fatta.
ora è il momento di lasciare spazio ai sentimenti prima,e alla razionalità poi.
Io ti amo da impazzire.
E sto impazzendo proprio alla sola idea che tra 13 giorni finalmente ti potrò riabbracciare.
E non credo mi staccherai facilmente.