Ieri.
ore 16.30 o giù di lì.stavo finendo di scrivere un testo.
mi suona il telefonino.Mupe Italia.
"Marta,sono qui sotto!"
....
Da più di un mese i miei occhi piagnucolosi non si incontravano coi suoi.
Sono corsa giù dalle scale a perdifiato(mica per altro,ho proprio poco fiato...)
Ho intravisto la sua ombra nell'androne,alto,magro,lui,Mupe.
Io non lo so che cos'abbia quest uomo qui,ma quando mi guarda negli occhi,mi passano attraverso tutti gli stati d'animo dell'universo.
Ha un sorriso che si porta dietro tutta la sua esistenza,i suoi 39 anni a Mambasa;
e io vorrei sapere di più,vorrei passare ore a sentire i suoi racconti;
vorrei che mi tirasse fuori quelle parole che non sono abituata a dire,ma che con lui escono,con naturalezza.
Mupe.
L'ho conosciuto con una maglietta grigia,un paio di jeans e un sorriso disarmante,in un ristorante di Beni.Era il 31 luglio 2008.
L'ho sentito parlare swahili con il ragazzo,per chiedergli dell'acqua per lavarci le mani,e ho capito che avevo conosciuto una persona che avrebbe fatto parte per sempre del mio DNA.
L'ho rivisto con un giaccone da inverno,nell'androne del palazzo del mio ufficio,a Milano.
A volte,quando decontestualizzi una persona,perde qualcosa.
Lui no,lui cresce nella mia vita,ogni giorno di più.E'una di quelle persone di cui non puoi più fare a meno.
E la cosa buffa è che lui nemmeno lo sa.
E mi è capitato in ufficio,quasi a sorpresa,e a sorpresa mi ha fatto domande,mi ha raccontato aneddoti,mi ha sorriso,tantissimo.
Poi siamo usciti,io ero in ritardo,lui ha ricevuto una telefonata,quella telefonata.
Tu non uscirai mai dalla mia vita,lo sappiamo entrambi,vero?
Come ci giriamo,ovunque guardiamo,ci incontriamo.
E io voglio farla finita,con questa guarra da adolescenti,e farò il primo passo,te lo prometto.
Devi solo darmi il tempo per abituarmi all'idea,per riordinare i pensieri,e l'ordine cronologico delle cose che vorrei dirti.
Tu sei entrato nella mia vita con una prepotenza incredibile;sei arrivato,hai sconvolto tutto,hai buttato tutto per aria,poi,hai provato ad andartene in punta di piedi.
Ma non puoi,lo vedi da te che non puoi.
E allora cerchiamo una modalità,una maniera,per riprenderci l'uno con l'altra.
Perchè di te non posso fare a meno.
Poi ho iniziato il corso di swahili,ho rivisto Carlotta,dopo almeno 8 anni,ed è stato un bel rivedere.
E'sempre bello rincontrare una persona e ritrovarne le affinità di quando avevi 20 anni,ma non più le spigolosità che vi hanno fatto allontanare,quando avevate 20 anni.
Il corso sembra interessante,ho deciso quindi di farlo;
a prescindere da ciò che potrò realmente imparare,e da quanto potrà effettivamente essermi utile in futuro,è una bella distrazione,e resta comunque un bel legame con Mambasa,e con tutto ciò che rappresenta.
Insomma,da qualche tempo ho deciso di fare i bilanci delle mie giornate,quando la sera mi deposito finalmente nel divano.
Ieri sera,dopo aver mangiato in un modo che mi vergogno da sola,praticamente in piedi,praticamente nulla,mi sono seduta,Flag mi ha depositato il muso su una gamba,e ho pensato,8+.Questa giornata è da 8+.
Anche perchè dall'altro capo del mio telefonino c'era Carla,con cui abbiamo oramai questa abitudine,di scambiarci le opinioni delle nostre giornate.Ops,scusate,Ih-Ho...
Anche questa è una bellissima novità,nella mia quotidianità.
Una nuova,splendida persona,con cui condividermi.
Sì,8+.
Un bel modo di chiudere settembre.
E ora,affrontiamo ottobre.