ombre

ombre

11.7.06

9 luglio 2006





L'altra volta avevo 4 anni,ho dei ricordi vaghi,in collo a mio padre,con una bandiera in mano,forse.
Questa volta di anni ne avevo 28,l'aria ebete sapientemente immortalata,un tricolore impressomi sulla faccia da Janlu,appena varcata la soglia,lo sguardo fisso su Toni,con la speranza di vederlo correre per il campo,con quel suo gesto oramai così tipico e famoso,che con Ale lo facciamo anche il pomeriggio,lavorando.
La mia finale è stata così,appesa alla sedia rossa di casa di Indy,esattamente dove avevo visto Italia-Germania,vestita uguale,e con Indy accanto.
La Freeway,a terra vicino a me,tra fiumi di birra che scorrevano nervosi.
Ogni tanto un sorso di Freeway.
Cannavaro non lo sa,ma deve tanto alla Freeway,dovrebbe andare a comperarne un po'anche lui.
Ho sofferto;ho sofferto di quel groppo allo stomaco quando Materazzi ha dato la sua zuccata,provvidenziale,per punire chi aveva richiesto un rigore,che non esisteva.
Ho sofferto per 45 minuti,poi abbiamo tirato fuori lo stendino,la nostra ultima arma.
Il secondo tempo è stato duro,durissimo.
C'era caldo,molto e il mio sguardo ogni tanto andava a Mattia,che dormiva beato,tra le braccia della sua mamma;il volto della serenità,e io la cercavo da lui.Un bimbo di 2 anni a insegnarmi a stare tranquilla.
I supplementari,ancora una volta il supplizio,ma questa volta nessun miracolo,al 14 del secondo tempo.
Solo una carriera rovinata alla fine,un gesto osceno,e veramente incomprensibile,anche se ci ha spianato la strada.
I rigori.
I rigori erano troppo per me.
Una sigaretta in 6,perchè quella sera eravamo in riserva totale.Sofferenza pura.
Le facce stravolte,i sorrisi spariti,parole,pochissime.
Eppure avevo fatto il mio fioretto ed ero pronta a mantenerlo.
Ste mi scriveva di continuo "si vince" sfidando in maniera vergognosa la cabala.
Eppure ha avuto ragione.
E io ho mantenuto la mia promessa.
Ubriaca in corso Vittorio Emanuele ho mantenuto la mia parola col destino.
Dopo aver fatto il bagno nella fontana di S.Babila.
Quella era una promessa fatta a Janlu,il cabala manager.
E'stata dura,durissima,ma quell'urlo finale,abbracciata tra Indy e Janlu me lo sono proprio meritato e goduto.
Ho urlato tutta la rabbia che avevo e che non potevo nè volevo più contenere.
Poi via di corsa,a piedi.
Poi via al fioretto.
E ad abbracciare Ale,in galleria.
E' andata così.
Poi di corsa al RIpa,da Sera,per l'ultima birra,anche se sicuramente la più celebrativa.
Ci voleva una serata così,sì,ci voleva.
E la mia festa io la sto continuando,ancora oggi.
Questo è stato il mio mondiale.
E lo ricorderò esattamente così,con quella faccia da ebete,sapientemente immortalata,che mi ha contraddistinta per 7 interminabili partite.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

...Si è vinto!....
:-)

Anonimo ha detto...

si!!!!!!!!
CAMPIONI DEL MONDO!!!!!!!!!!
ps:mi devi 5 pranzi....