Ieri sera.
Concerto.
Un passo indietro.
Ieri pomeriggio,la mano di mia nipotina nella mia,lei sa come farmi sorridere. "Zietta,mi sei mancata,ti voglio bene".
E la zietta,si scioglie.
E lei mi abbraccia,mi fa il solletico,gioca con me.
Lei sa bene,come farmi star bene.
Poi a cena,il branzino,che pregiatezza,davvero.
E poi in vespa,nell'estate che sta finendo e si capisce,andando in vespa,perchè oramai,in maglietta,fa freddo.
Concerto,lui che esce sul palco e dice le sue quattro fesserie,io che inizio il mio turbinio di pensieri,ti ricordi,eravamo assieme la prima volta,a Buccinasco.
E poi lo abbiamo visto,sempre assieme,almeno 3 volte.
E poi pensavo,pensavo che a te volevo mandare un messaggio,"chiamami,che ti faccio sentire il mio pezzo preferito",come quando avevo vent'anni,o giù di lì.
Poi non l'ho fatto,perchè il pensiero era già lontano,perchè quando il diavolo picchia,prende la mira,e stavolta,cazzo,l'ha presa davvero bene.
Saltare,bisogna saltare,per far saltare via un po'di tossine,scorie tossiche che mi impestano,via,via vadano via questi brutti momenti.
E poi di nuovo in vespa,e stavolta fa freddo proprio e bisogna rifugiarsi da Sera,per la birra della staffa,perchè ogni tanto sono capace anche io di fare tardi con gli amici.
Infine,una volta a casa,in preda all'allergia più molesta,pensavo che vorrei vederti,vorrei spiegarti un paio di cose,ma non ho più la pazienza e la costanza che avevo anni fa.
Ora cedo molto prima,e, se al mio ecosistema interno,questo fa molto bene,convengo sul fatto che a terzi questo possa non piacere.Quel comodo,diviene incomodo.E dunque non alzerò quella cornetta,non lo farò.
Non ho più voglia di fare fatica per cose che non la prevedono.
Ci sono cose faticose,altre che non lo devono essere.Questa appartiene alla seconda categoria.
Non posso rodermi il fegato tutta la vita anche per questo.Punto.E' semplice.
1 commento:
Com'era la storia?
A schiaffi?
Ah ah ah.
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