
Da qualche notte non c'era verso di dormire.
Arrivava sera,sempre troppo velocemente.
Ogni anno,in questo periodo,si ricordava cosa detestasse amaramente dell'inverno;l'accorciarsi,puntuale e inesorabile,delle giornate.
Uscire dall'ufficio quando ormai era già buio,percorrere la strada a ritroso rispetto al mattino,fino a casa.
Gesti automatici,movimenti istintivi.Non c'erano pensieri intorno a lei.
Un po'di musica in un orecchio,il sottofondo della città,nell'altro.
Erano passate due settimane da quando aveva riposto la foto di Marco e Ivan nello zaino.
Quello zaino troppo pieno nel quale inciampava tutte le sere,in corridoio.
Lì pronto.Come pronta,perlomeno a tratti,si sentiva lei.
Mancava poco.Mancava poco.Mancava poco.Ma poco quanto?
Era sempre più difficile darsi e dare risposte.
Programmare,decidere.
Lui la guardava sorridendo,ogni volta che si vedevano; nella piccola sala di montaggio dove si erano conosciuti la prendeva in giro per quanto fosse pignola;quanto aveva riso la prima volta che aveva visto e aveva viaggiato sulla sua vespa? " non mi abituerò mai alla simbiosi che lega i mezzi di trasporto ai loro proprietari" aveva detto,piegato in due dalle risate.
La guardava sorridendo ed era un sorriso che le piegava il cuore da tanto che era denso e pieno di contenuti.
Contenuti che filtravano attraverso i suoi occhi scuri che brillavano ogni volta che si confrontavano su qualcosa.
Non le aveva più chiesto di quella foto e lei gliene era grata.
Sapeva di aver lasciato un discorso in sospeso,ma sapeva anche che per lui andava bene così.
Ne avrebbero parlato,certo,prima o poi.
C'erano cose più urgenti da chiarire,ad esempio cosa andare a vedere al cinema.
C'erano cose più importanti da ricordare,ad esempio la clamorosa gaffe del tipo due giorni prima in ufficio,da lui. " Ma tu non stavi ascoltando?Continuavo a guardarti,ma tu niente,assorta nella lettura,io non ce la facevo più,mi vergognavo per lui!".
C'erano tanti giri in vespa da fare,con le mani in tasca e gli occhi bagnati.
C'erano dei silenzi da vivere,degli sguardi da incrociare,delle mail da scrivere.
C'erano delle esperienze da condividere,dei progetti da costruire,delle promesse da fare.
C'erano loro due.
Senza domande.E senza risposte da dare.
C'erano anche gli altri,a corollario di tutto.
C'erano pensieri nuovi,mete nuove,sogni invariati.
Di notte non c'era verso di dormire perchè la mente non ne voleva sapere di fermarsi,nemmeno un istante.
Pensieri,accavallati tra loro,da dipanare come tante piccole matasse.
Un casino pazzesco,in sostanza.
Ma il bello era proprio quello.
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