ombre

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26.9.11

ODIO I LUNEDì

...specialmente quando non mi fermo nemmeno nel fine settimana... e da quando sono rientrata a Milano, li ho passati tutti lavorando... però il sole resiste, la temperatura ideale anche, l'ambrosia piano piano sfiorisce, e per ora io questo autunno lo adoro... sono stanca come una quando è stanca, ma reggo botta, e vado avanti, in una apoteosi di cose da fare, di entusiasmo e di fiducia nel futuro. giovedì parto per Parigi; incontri di lavoro concentrati in 4 giorni, e una cuginipote nuova da conoscere. una cugina che non vedo mai che mi ospita (ci ospita, Flag sto giro viene con me...), e suo figlio, saranno la cornice sorridente di tutto questo. quindi sono contenta, e spero che anche a Parigi il clima sia questo. sono ancora un po' poco abituata ad averi ripreso a scrivere, e ho anche la consapevolezza che tanto non legge nessuno, quindi l'entusiasmo di scrivere qualcosa di carino, ancora non è tornato. magari 5 giorni parigini aiuteranno anche in tal senso. a presto.

20.9.11

I HAVE A DREAM

Se un milione e ottocento mila persone mettessero un euro (1€!!) sul conto corrente n°IBAN : IT 11 O054 2801 6020 0000 0024 497 con la causale "Progetto Mad(a)", il mio sogno diverrebbe realtà... Ce la faremo??
Il mio sogno è questo : http://www.facebook.com/photo.php?v=2273467030580
E' un Progetto in cui credo moltissimo, a cui penso ininterrottamente da 2 anni e mezzo, e che per me significa tantissimo.

Mi aiutate a diffonderlo??

15.9.11

sticazzi

è il 15 settembre e già non ce la faccio più.
ci deve essere qualcosa che non va.

9.9.11

virus?

la mia amica A. è incinta.
pure lei...
me lo ha detto ieri, e forse, ad un occhio più attento, me ne sarei anche accorta da sola...
è raggiante, come è giusto che sia, e ho passato una serata con lei, che sarà mamma, e F. che è neo mamma.
dire che mi sono sentita fuori posto sarebbe sbagliato.
io sono felice per loro, e amo i bambini sopra ogni cosa.
ma una serata a parlare solo di come sarà nei prossimi mesi, di che vestiti mettere, di come affrontare la stanchezza, di come sarà l'immediato dopoparto, beh, un po'mi ha provata.
forse perchè vorrei vivere tutto questo anche io?
anche qualcosa di più di "forse".
in un momento in cui mi sentivo carica di progetti, di cose da fare, di propositi, di energia, mi sono resa conto che tutte queste cose contavano molto poco, a fronte delle loro, di novità. (perchè F. si sposa, tra le altre cose).
e me ne sono tornata a casa un po'così, come un sufflè quando apri il forno troppo presto.
ma magari oggi passerà.

8.9.11

in ufficio

alla fine è toccato fare il grande passo.
tornare in ufficio.
col naso chiuso per l'allergia, stamattina Flag e io siamo tornate in ufficio, definitivamente.
nel senso che ci eravamo già venute qualche volta qua e là, sparutamente, ad agosto.
ma con oggi ci torniamo per sempre...
sa così tanto di definitivo che un po'mi vien da piangere...se penso che ieri vedevo il mare, e oggi un palazzaccio grigio e sento rumore di martelli pneumatici (ma in sta zona ristrutturano tutto l'anno?????)
in ogni caso, se bisogna lavorare, si lavorerà...
e a onor del vero, ne ho anche voglia...
di cose da fare ce n'è tante, e quindi credo che non passerò un autunno/inverno noiosi...
per gli sparuti che ancora leggono questo blog (se ne esistono), inizio con l'invitarvi il prossimo 18 settembre ad un evento molto carino, organizzato da una amica di una amica, per sostenere una nostra iniziativa;
di seguito il link
http://zeldawasawriter.com/2011/09/the-most-room-of-your-heart-18-settembre-per-haiti/

vi aspettiamo!!!!

5.9.11

nettuno

oggi nettuno era arrabbiato nero.
tra ieri sera e stamattina ha tirato su un bel mare.
onde alte, lunghe, tanto che tutti gli "scarafaggi" si sono riuniti fin dalle prime ore del mattino a surfare manco fossero in California.
il cielo invece per fortuna ora si sta schiarendo, e domani dovrebbe regalarmi la mia ultima giornata di vacanza assolata.
mercoledì si chiude definitivamente il capitolo estivo.
tirerò giù le tapparelle della mia amata casetta levantese, e tornerò a Milano.
piano piano.
pole pole.
mi regalerò un ultimo bagno di mattina presto, una colazione al bar sul mare, un giretto al mercato, e poi viaggio.
il mio stato d'animo è combattuto.
da una parte vorrei davvero poter fermare questa estate per sempre; vorrei vivere di giornate di sole, di mare, di Flag che corre felice e si tuffa rincorrendo un legnetto.
dall'altra, mi si accatastano in testa tutte le cose che invece vorrei fare questo inverno, quando mi leverò le infradito, mi infilerò le calze a righe e le scarpe chiuse.
spero che nettuno stanotte si plachi, e che domani ci regali un bel mare, degno di un penultimo bagno che si rispetti.
con l'ultimo bagno, lascerò partire la mia metaforica e immaginaria bottiglia col messaggio.
di questi tempi, non mi va di contribuire a insozzare il mare.
ma ho un messaggio da mandare, e lo manderò.
sperando che il destinatario lo riceva il prima possibile.

4.9.11

piove

piove.
è domenica, sono sveglia dalle 6; ho portato Flag in spiaggia; lei gioca con la palla, io leggo.
poi ha iniziato a piovere e siamo tornate a casa; tutti dormivano, ho preso la k-way e siamo uscite ancora.
destinazione Bar Bianchi, un classico per la colazione domenicale, da sempre e per sempre.
cappuccio e brioche, libro;
mi si avvicina una signora "scusi, posso?ho visto che ha il cane, io da quando il mio non c'è più non riesco più a fare colazione a casa", "prego, si accomodi".
Flag le ha messo il muso su un piede, io ho continuato a leggere, fingendo indifferenza, ma orgogliosa del mio bestio che interpreta sempre i sentimenti, molto meglio di un umano.
poi tappa al fioraio, se devo tornare a Milano, mio malgrado, voglio farlo con una pianta nuova, che sopravviva a questo inverno assieme a me. la scelta non è semplice, mi son presa del tempo.
intanto ha smesso di piovere, ma il cielo è di quel colore tipico di Milano a novembre, così, tanto per prenderci l'abitudine.
il paesaggio no, quello è diverso.
c'è il mare qui, ci sono i pini marittimi, profumi, suoni, che a Milano non ci saranno mai.
mi domando con una certa frequenza perchè mi ostino a vivere a Milano, se la detesto così tanto.
forse un giorno troverò una spiegazione.
torno a casa e sono svegli, tutti e 3 davanti alla tv, guardano un pessimo cartone animato di robot giapponesi.
l'atmosfera è quella tipica di una domenica di pioggia, mi adeguo.
mi siedo e scrivo, guardo fuori, faccio incetta di uno dei miei panorami preferiti, perchè tra 4 giorni, fuori dalla finestra non vedrò più il mio mare.

3.9.11

un anno dopo

e stasera sono arrivati.
come hanno suonato il campanello, la mente è volata all'anno scorso, stesso periodo su per giù, stesso luogo, e stesse facce.
oggi, però, alla porta c'era una faccia in più.
questa è una storia d'amore, come tante, quella che più di tutti vorrei vivere anche io.
la storia di A. e P. che l'anno scorso, a quest'ora, cercavano di riprendersi dalla batosta di una adozione non avvenuta, e che oggi tengono per mano G., teppista di 11 anni, giunto a scombussolargli la vita lo scorso Natale.
l'anno scorso, a metà agosto, erano tornati, dopo che per una serie di fatti, l'adozione non era andata.
loro erano a pezzi, io mi sentivo inadeguata, come solo una persona che non sa che cosa dire, può essere.
avevo covato per mesi una gioia infinita per loro, quando mi avevano detto "partiamo!", e, ammettiamolo, anche una sana dose di affettuosa invidia.
io, il mio teppista l'ho dovuto lasciare in Togo, per tutta una serie di folli leggi che, con l'idea di tutelare il minore (cosa sacrosanta e che non metto nemmeno in discussione), in Italia vietano alle persone non sposate di adottare.
ma poi sono tornati con la batosta in saccoccia, ed erano venuti qualche giorno qui a Levanto, a cercare di distrarsi un po', di chiarirsi le idee.
erano addirittura in dubbio sul da farsi, se riprovarci, se lasciar perdere.
guardandoli oggi, giocare in mare, mi sono sentita fiera, per tutta l'insistenza che l'anno scorso, di questi tempi, mettevo nel cercare di convincerli che lasciar perdere sarebbe stata una cosa di cui si sarebbero pentiti tutta la vita.
sentir ridere quel piccolo teppista, guardare gli occhi di A. quando lo abbraccia, sorprendere P. che con l'aria sorniona gli stampa un bacio in fronte, rasserena il cuore.
un cuore un po' sballottato, un po' martoriato e vagamente disilluso; un cuore che però non ha mai smesso di credere alle storie d'amore, di qualsoasi tipo.
questa è la loro, di cui mi sento parte.
continuo a sognare di averne anche una mia, prima o poi.

2.9.11

estate

la mia estate continua.
stamattina, svegliata dalla luce che passava come solo nella mia camera di Levanto sa fare, mi sono alzata, ho fatto colazione, doccia e sono uscita.
bici, Flag, un libro e via.
ci siamo fermate nelle calette più isolate, io per leggere (o cercare di farlo), Flag a giocare (e a convincere me a fare lo stesso).
prendere il sole, cercare di assorbirlo tutto, con la consapevolezza che tra due mesi mi mancherà da morire. La malinconia della nebbia milanese mi attanaglia ancora prima che arrivi, solo il mare riesce a scacciarla.
il mare è come l'Africa per me; ossigeno allo stato puro.
e dunque respiro a pieni polmoni questi giorni di fine estate e di inizio settembre, di inizio di nuovi progetti, nuovi propositi e nuove, grandi, speranze.
se mi guardo indietro penso che in questo anno (quasi) ho fatto passi avanti da sballo, mi complimento da sola, e mi impongo di continuare su questa strada; di obiettivi ne ho già messi in cantiere un paio, gli altri, se sarà, verranno da sè.
per ora mi godo queste giornate, e serate come questa, fatte di colori, profumi, suoni che sanno di casa, quiete e serenità.
forse così, e solo così sarò pronta ad affrontare un nuovo autunno e un nuovo inverno milanesi, respingendo l'atavico desiderio di letargo sotto il piumone e provando invece, come per miracolo, a godermi la vita.
lavorando, sognando, ma soprattutto, divertendomi.
questo è il mio augurio per me, per questo inverno che già sento arrivare, in una tiepida serata di inizio settembre, da un terrazzo che si tuffa nel mare.

1.9.11

ci riproviamo?

Sono passati su per giù 3 anni...
Escludo di volerli riassumere qui, in quattro parole.
Escludo anche di voler recuperare il tempo perduto.
Fondamentalmente perchè sono una persona diversa da 3 anni fa, e ancor più da 6, quando questo blog venne aperto, per motivazioni che sono diverse da quelle per cui riprende vita (o ci prova) oggi.
Oggi è il primo settembre, e io, che rifuggo l'autunno con tutte le mie forze, sono fuggita al mare.
Fa ancora caldo, i colori sono splendidi, ho fatto il bagno e ora mi godo la quiete dal mio terrazzo, e cerco di fermare il tempo.
Non ho la presunzione di riuscirci, e dunque parto con la sequenza mentale, annuale dei buoni propositi...
Il primo (non certo per importanza) è di riprovare a maneggiare questo arnese; Di dargli un senso, il mio.
Il mio di me che oggi ho 33 anni e non 27, che però faccio sempre la cooperante e ci credo più di allora, che divido sempre i miei giorni e i miei spazi con Flag e che vedo il mondo in un modo meno romantico (forse) di 3 e 6 anni fa.
Proverò a condividerlo, e vediamo che succede.
Buon tempo.