ombre

ombre

4.9.11

piove

piove.
è domenica, sono sveglia dalle 6; ho portato Flag in spiaggia; lei gioca con la palla, io leggo.
poi ha iniziato a piovere e siamo tornate a casa; tutti dormivano, ho preso la k-way e siamo uscite ancora.
destinazione Bar Bianchi, un classico per la colazione domenicale, da sempre e per sempre.
cappuccio e brioche, libro;
mi si avvicina una signora "scusi, posso?ho visto che ha il cane, io da quando il mio non c'è più non riesco più a fare colazione a casa", "prego, si accomodi".
Flag le ha messo il muso su un piede, io ho continuato a leggere, fingendo indifferenza, ma orgogliosa del mio bestio che interpreta sempre i sentimenti, molto meglio di un umano.
poi tappa al fioraio, se devo tornare a Milano, mio malgrado, voglio farlo con una pianta nuova, che sopravviva a questo inverno assieme a me. la scelta non è semplice, mi son presa del tempo.
intanto ha smesso di piovere, ma il cielo è di quel colore tipico di Milano a novembre, così, tanto per prenderci l'abitudine.
il paesaggio no, quello è diverso.
c'è il mare qui, ci sono i pini marittimi, profumi, suoni, che a Milano non ci saranno mai.
mi domando con una certa frequenza perchè mi ostino a vivere a Milano, se la detesto così tanto.
forse un giorno troverò una spiegazione.
torno a casa e sono svegli, tutti e 3 davanti alla tv, guardano un pessimo cartone animato di robot giapponesi.
l'atmosfera è quella tipica di una domenica di pioggia, mi adeguo.
mi siedo e scrivo, guardo fuori, faccio incetta di uno dei miei panorami preferiti, perchè tra 4 giorni, fuori dalla finestra non vedrò più il mio mare.

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